Dieci cose da fare e da vedere a Lucca

1Pensiamo di non fare torto ad altre città italiane se definiamo Piazza dell’Anfiteatro di Lucca una delle più belle d’Italia. Costruita a partire dal 1830 dall’Architetto Nottolini, riprende l’antico tracciato dell’anfiteatro romano.

La costruzione sacrificò gran parte delle costruzioni romane, che sono visibili in parte all’interno dei negozi che circondano la piazza.

L’armonia di Piazza Anfiteatro si coglie ammirandola dal centro ed è dovuta in gran parte all’assenza di grandi aperture. L’accesso alla piazza, infatti, avviene da quattro piccole porte a volta e questo le dà l’aspetto di “piazza chiusa”. Il punto di intersezione tra le 4 porte è indicato da una mattonella in ceramica al centro della piazza.  I negozi, i locali, i tavolini all’aperto dei bar e il mercato settimanale ne fanno il cuore di Lucca, punto obbligato di passaggio e sosta di cittadini e turisti.

 

2 La prima cosa che si nota del Duomo dedicato a San Martino è l’asimmetria del lato destro della facciata che si dovuta adattare alla già esistente torre campanaria. Sulla facciata policroma che si ispira al Duomo di Pisa c’è la statua di San Martino nell’atto di dividere il suo mantello con un povero.

Sul lato destro c’è un labirinto che si rifà al mito di Arianna e Teseo e, simbolicamente, al percorso da fare nella vita per cercare la via della redenzione. L’interno è a tre navate e conserva alcune straordinarie opere d’arte: prima di tutti il Monumento Funebre di Ilaria del Carretto, moglie del signore di Lucca Paolo Guinigi, realizzato da Jacopo della Quercia. 

3 Dopo il Duomo di San Martino, le due chiese più importanti sono quelle di San Michele e San Frediano. San Michele si trova nell’omonima piazza dove un tempo sorgeva il Foro Romano. Colpisce per l’altissima facciata che si sopraeleva di quattro metri rispetto al tetto e su cui spicca un San Michele Arcangelo nell’atto di uccidere il Drago. Secondo una leggenda, al dito della statua c’è un diamante eccezionale che di notte si può vedere brillare. San Frediano è uno dei luoghi di culto più antichi di Lucca, fondato dal santo di cui porta il nome. Colpisce per il mosaico sulla facciata (cosa molto rara per una chiesa in stile romanico) e per il bellissimo fonte battesimale ospitato all’interno.

4 Non ci si accorge della maestosità delle Mura di Lucca fino a quando non ci mette piede sopra. Non è tanto l’altezza a stupire (12 metri) ma la lunghezza di 4 chilometri e la larghezza di 30 metri,

quanto quattro corsie di autostrada! Con tutto questo spazio a disposizione e senza neanche un nemico da cui difendersi, è stato naturale per la città trasformare questo spazio in un bellissimo viale alberato dove passeggiare, fare sport, organizzare eventi o, semplicemente, godersi il bellissimo panorama sui tetti della città.

Ammirate in tutto il mondo per il loro valore architettonico, rappresentano da sempre oggetto di studio per architetti e urbanisti: sono, infatti, l’unico esempio di mura difensive dell’età moderna.

 

5 C’è stato un tempo, nel Medioevo, in cui a Lucca c’erano 250 torri di ogni dimensione. Oggi ne restano solo due: la Torre Guinigi e quella “delle Ore”. La Torre Guinigi fu voluta dalla ricca e potente famiglia di mercanti lucchesi del XV secoli. È alta 45 metri e sulla sommità ha un giardino pensile in cui, da alcuni secoli, crescono dei bellissimi lecci. La loro ombra è ideale, soprattutto d’estate, per riprendersi dalla scalata dei 230 scalini.

La Torre delle Ore è un richiamo irresistibile per tutti gli appassionati europei di meccanismi per misurare il tempo: installato nel 1754 dagli orologiai lucchesi su una precedente al posto di un orologio pre-esistente, funziona ancora oggi a carica manuale ed ha il meccanismo a vista. Anche in questo caso ci si arriva dopo 207 gradini in legno e la vista è spettacolare, anche perché è la torre è ancora più alta di quella dei Guinigi.

6 Nella prima sala sono raccolti i dipinti di grandi dimensioni, tra i quali La continenza di Scipione di Domenico Beccafumi e il Trionfo di David di Rutilio Manetti. Le due opere principali sono il Trionfo di Galatea del lucchese Pietro Testa, e il San Sebastiano di Luca GiordanoLa seconda sala è detta ‘dei Medici’ perché ospita quasi esclusivamente ritratti della famiglia toscana. Tra questi figura il dipinto più noto della pinacoteca il Ritratto di giovinetto del Pontormo che rappresenta Alessandro de Medici, duca di Firenze a cui seguono il Don Garzia dei Medici bambino e il Cosimo I del Bronzino. Nella terza sala sono raccolti i dipinti di piccolo formato che trattano in prevalenza temi religiosi: il Ritratto virile del Tintoretto e la Madonna col Bambino di Francesco Avanzi

7 Piazza Napoleone è la piazza più grande di Lucca, ma non è paragonabile per bellezza alla piccola e armoniosa Piazza dell’Anfiteatro. Sorge dove già esisteva la Fortezza Augusta e poi la Cittadella di Lucca voluta da Paolo Guinigi.Prende il nome da Elisa Bonaparte, sorella dell’Imperatore francese, che dal 1806 governò il Principato di Lucca e incaricò l’architetto Lazzarini di creare uno spiazzo che valorizzasse il Palazzo Ducale. L’intervento portò alla distruzione di vecchie abitazioni, i magazzini del sale e anche la Chiesa di San Pietro Maggiore. Al centro della piazza doveva esserci una grande statua di Napoleone, ma alla caduta dell’Imperatore venne sostituita da una di Maria Luisa di Borbone, scelta come reggente del nuovo Ducato di Toscana. 

8 Il Parco fluviale del fiume Serchio. Non distanti i bellissimi borghi di Montecarlo, Capannori e Altopascio, famosa per il pane. Lungo il corso del Serchio si incontra una delle attrazioni turistiche più importanti della zona: è il Ponte del Diavolo, straordinario esempio di architettura che, proprio per questo, ha fatto pensare all’intervento del maligno nella sua costruzione. Un po’ più distante ma ricca di fiumi, laghi, boschi e colline, è la Garfagnana, definita “L’isola Verde” della Toscana. Da non perdere qualche ora a Castelnuovo, ricca di monumenti.

 

9 Tra i primi piatti spiccano le zuppe, come quella di farro, fatta con fagioli, odori e prosciutto, la garmugia, con cipolle, piselli, carciofi, asparagi, fave fresche, carne, pancetta, olio e crostini di pane abbrustolito. Sempre tra i primi, da provare la farinata, i tordelli (pasta fresca), i matuffi (polenta tenera) e gli sformati di verdure. Tra i secondi il coniglio in umido, il baccalà arrostito con i ceci e, soprattutto, le rovelline, fettine di manzo impanate e fritte ripassate in un sugo con pomodori e capperi. Di solito si accompagnano al purè. Anche i dolci sono strettamente legati al territorio: partiamo dal buccellato, ciambella tipica con uvetta e anice, talmente tipica che c’è un proverbio locale che recita “chi viene a Lucca e non mangia il buccellato è come non ci fosse mai stato”. Tra gli altri dolci, ricordiamo il castagnaccio (farina di castagne, con noci sgusciate, pinoli, scorze d’arancio, uvetta, rosmarino, olio), i necci (crepes di farina di castagne e ricotta). La Zuppa lucchese è una variante del buccellato ammorbidito col vin santo, le fragole aromatizzate col vino e crema. Infine, un’impegnativa torta di cioccolata con un ripieno di riso bollito, cioccolato fondente, cacao, canditi, pinoli, uvetta, noce moscata, uova.

10. Dove dormire? Lucca ha un’ottima capacità ricettiva ma è una città dal forte richiamo turistico, quindi è meglio prenotare in anticipo il vostro soggiorno sopratutto durante alcune manifestazioni come Summer Festival, Comics & Games e il Festival Pucciniano. Vi consigliamo IL BUEN RETIRO luogo ideale per ritemprarsi, vivendo intensamente la bellezza artistica ed il valore storico della città di Lucca.

 

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